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"IL SILENZIO DELLE ROSE " UNA DELLE MIE SCENEGGIATURA CHE NON RIUSCITO A REALIZZARLA..................................................... ................................................SCENA 1.......................... Quartiere zona Garbatella. Esterno, Mattina. Le mura antiche della zona di Garbatella colpite dal sole sembrano quasi rosa. In una delle caratteristiche piazzette del quartiere si sente una canzone araba (“ya ward min ye shterikâ€), considerata tra le più belle canzoni che cantano d’amore e di rose. Il sole splende nel cielo e la luce riflette su alcune foglie delle rose bagnate dalla rugiada. In sottofondo il rumore di un motore in avvicinamento. Scopriamo che le rose sono trasportate su un’ape: il conducente è un giovane arabo. Dall’altra parte della strada, l’ape incrocia una bici guidata da una ragazza chiara di carnagione e di capelli, indossa un vestito leggero ed in testa ha un cappello di paglia. Sul manubrio c’è un seggiolino dove è seduta una bimba, bionda come sua madre, che indossa un vestitino rosso. All’incrociarsi dell’ape con la bici, c’è uno scambio di sorrisi… La bimba rimane incantata dall’immagine delle farfalle attaccate sull’ape del fioraio . .....................................................SCENA 2......................................................... Piazzetta. Quartiere zona Garbatella. Esterno, Mattina. L’ape arriva nella piazzetta. Il ragazzo scende, prende una bacinella piena d’acqua e con le mani versa l’acqua sulle rose. Il giovane è catturato dalla musica araba (si fa prendere dalla nostalgia per la sua terra in un sentimento sospeso fra immaginazione e realtà ). La musica sfuma in una melodia occidentale. ...........................................................SCENA 3............................................................ Bagno, casa di Vincenzo (la finestra del bagno si affaccia sulla piazza). Quartiere di Garbatella. Interno, Mattina. Vincenzo si sta sciacquando la faccia raccogliendo l’acqua a piene mani dal lavandino. Il gesto delle mani stabilisce un parallelismo tra Vincenzo e il ragazzo arabo. L’uno rinfresca le sue rose, l’altro rinfresca la sua faccia. Vincenzo è un ragazzo moro, coperto in vita solo da un asciugamano rosso. Vincenzo apre lo sportello dell’armadietto e nello specchio appare il volto del giovane arabo. .....................................................SCENA 4................................................................ Piazzetta. Quartiere zona Garbatella . Esterno, Mattina. Il giovane arabo sta preparando un mazzo di rose. Nella piazza c’è una macchina decappottabile: alla guida vi vediamo Vittoria (una signora di una certa età ) che cercando di non essere vista, spia il giovane arabo attraverso lo specchietto retrovisore. L’immagine è quella del basso ventre del ragazzo; dai jeans si intravedono le mutande rosse del ragazzo arabo. Le mani di Vittoria muovono lo specchietto: le sue unghie sono smaltate di rosso. ..........................................................SCENA 5..................................................... Cimitero del Verano. Esterno, Mattina. Vediamo in movimento, un mazzo di rose in mano ad una donna. Lentamente scorgiamo anche la donna che porta le rose ed il luogo: è Vittoria che attraversa decisa il cimitero del Verano (nel “Quadrilateroâ€), [con l’altra mano sorregge un cagnolino.] [ Il cane le salta giù, la telecamera lo segue fino ad una panchina dove si ferma ad annusare un paio di scarpe rosse da ginnastica. ] Un giovane è disteso e dorme con un giornale sulla faccia che lo protegge dal sole. [ I movimenti del cane lo svegliano e lui si alza di soprassalto spaventato (credendo si tratti di un cane della polizia). ] [ Il giovane si rassicura osservando la dimensione del cane. Lo osserva e poi gli prende la testolina fra le mani, i loro sguardi si incrociano per un attimo. ] [ Il ragazzo ha il desiderio di essere un cane accudito e vezzeggiato (il cagnolino porta un collarino rosso). ] [ Il ragazzo abbaia, il cane scappa dalla sua padrona. ] Intanto Vittoria ha raggiunto la tomba di suo marito, ha deposto i fiori in un vaso e sta rivolgendo un’ultima preghiera al defunto. Il ragazzo osserva la scena da lontano gustandosi una sigaretta con un sorriso sardonico. Il ragazzo dopo che la donna è andata via corre con il mazzo di rose lungo il labirinto delle tombe con passo tra il folle e l’entusiasta. Il ragazzo sempre con il mazzo di fiori in mano sale una larga scalinata del Verano pronto per tornare al mondo dei vivi. .....................................................SCENA 6........................................................ Piazza Foro Traiano. Esterno, Pomeriggio. Il ragazzo del cimitero è in una piazza del centro di Roma, tanti tavolini con tanti avventori. Il ragazzo ha in mano il mazzo di rose e cerca di venderne qualcuna, ma l’indifferenza e il fastidio della gente non si affievoliscono nemmeno davanti ad una rosa così gentilmente offerta. Una donna quasi angelica sfila una rosa dal mazzo del ragazzo e incede sicura verso il fondo della piazza. La donna angelica accarezza la rosa delicatamente come se fosse il viso di un bambino. ...........................................................SCENA 7.......................................................... Piazza Foro Traiano. Esterno, Tardo Pomeriggio. Il ragazzo delle rose è stanco e depresso, le sue braccia pendono ai lati del corpo, non è riuscito a vendere nemmeno una rosa. Dal mazzo, un petalo di rosa cade a terra. SCENA 8 Casa di Vincenzo. Interno, Tardo Pomeriggio. Vincenzo rientra a casa, è tardo pomeriggio. Vincenzo lancia la sua borsa su un divano rosso e ci si siede accanto, è stanco per l’intera giornata di lavoro. Vincenzo si stiracchia, e si slaccia la cravatta rossa dal collo. Il suo sguardo inevitabilmente cade sull’uccello legato al soffitto dal quale scende una cordicina. La sua mano tira la corda e l’uccello comincia a sbattere le ali. SCENA 9 Ristornate “Al tettarelloâ€. Interno, Tardo Pomeriggio. Una tovaglia rossa spiegata copre l’immagine, pian piano scopriamo che sta là a ricoprire un tavolo. A deporla è Valentina, una ragazza bellissima e sensuale che ha una rosa legata al collo con un laccetto. SCENA 10 Piazza degli zingari. Esterno, Sera. Il ragazzo del cimitero non si deprime, riprende le sue forze e si rialza nell’ennesimo tentativo di vendere le rose. Passa davanti ad un negozio di manichini nudi, e guarda i corpi senza vita esposti nella vetrina. In un altro angolo della strada una prostituta, ubriaca, si ferma per osservare il mazzo di rose nelle mani del ragazzo del cimitero. Mantenendo la distanza la prostituta si mette a cantare con ironia la canzone “La vie en roseâ€. Deride in questo sia la sorte del ragazzo sia la sorte delle rose. Questo ultimo allora le si avvicina. Ma lei mantenendo lo stesso tono ironico lo precede e continuando a fissare il mazzoli rose dice: “Ma chi vi compra oggi giorno, siamo tutte da vendere ma nessuno ci prendeâ€. SCENA 11 Ristorante “Al tettarelloâ€. Esterno/Interno, Notte. Dalla parte esterna del ristorante Vincenzo con una rosa rossa in mano spia attraverso la vetrata l’interno del locale. Sta guardando Valentina che serve ai tavoli. Nel frattempo il ragazzo del cimitero continua disperatamente a vendere qualche rosa. Vincenzo sorride e cerca lo sguardo di Valentina. Valentina però è attratta da un ragazzo biondo dal fare molto sicuro di se. E’ seduto da solo, infatti in un tavolo e con un gioco di mani corteggia Valentina che ricambia. La mano di Vincenzo stringe forte la rosa fino a spezzarla lasciandola cadere a terra. E deluso si avvia verso casa. Dal ristorante si sentono voci gridare: “Al ladro, Al ladro…â€. SCENA 12 Ristorante “Al tettarelloâ€. Esterno, Notte. Il ragazzo del cimitero sta scappando per allontanarsi il più possibile dal ristorante. Nella fuga butta in un cassonetto dell’immondizia il mazzo di rose. Vicino al cassonetto si trovano i piedi della prostituta che battono per terra come seguendo un ritmo. Valentina nello stesso istante si precipita fuori dal locale per vedere che succede e calpesta la rosa caduta a Vincenzo. Finisce così il viaggio delle rose. SCENA 13 Casa della donna angelica. Interno, Sera. Dalla strada si sente una musica. Seguendo la provenienza entriamo in una casa passando da una finestra aperta. Scopriamo che la musica è suonata dal viva vedendo all’interno della casa un pianoforte accarezzato da delle mani di una donna che si muovono sulla tastiera dolcemente e con tenerezza. A suonare è la donna angelica. Affianco al leggio ci sono una rosa rossa e la foto di un giovane uomo. La donna angelica suona emozionata. E fissando la rosa pensa al suo uomo che non c’è più ma che ama ancora. L’immagine si allontana dalla donna che suona e oltrepassando la finestra aperta torna sul cielo notturno. SCENA 14 Una strada del centro storico di Roma. Esterno, Alba. È l’alba, la musica araba (“ya ward min ye shterik?â€) rompe il silenzio della città . Il ragazzo arabo dell’inizio della storia è alla guida della sua ape per cominciare una nuova giornata di lavoro e forse un’altra storia per il mazzo di rose…
Heroes
me mancha il teatro tunisino e veramente un teatro belloooooooooooooooooooooo.....
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