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Cyberlocker, mini-censimento

Cyberlocker, mini-censimento 44 commenti Aggiungi un commento

Morto un Megaupload se ne fa un altro


Se siete a caccia di cyberlocker, ossia di siti presso i quali collocare o scaricare file di grandi dimensioni, eccovi un elenco di micro-recensioni che aggiornerò periodicamente. I dati che cito si riferiscono all'uso per il download gratuito.

Non ho pretese di completezza: questi sono solo appunti sui siti che ho trovato e provato durante le mie peregrinazioni. Se avete suggerimenti, aggiunte o correzioni, indicatele nei commenti.

Bitshare.com – Pop-up irritanti, 60 secondi di attesa seguiti da un captcha, da un altro pop-up e poi un terzo pop-up quando si clicca sul pulsante di download.

Cramit.in – Indicazioni chiare anche per il download gratuito.

Depositfiles.com – Chiede sempre di attendere 60 secondi per il download. Propone un captcha,

Extabit.com - Nessun limite di dimensione dei file scaricabili, ma i link per lo scaricamento sono ben nascosti: il primo è scritto in piccolo verso il fondo della pagina e dice "I have no money, I want download for free"; il secondo, che compare dopo 30 secondi di attesa (che trascorrono solo se si tiene il focus sulla finestra del browser) e un captcha, è in cima alla schermata successiva e dice "Download file".

Filefactory.com – Pop-up pubblicitari e limite “temporaneo” (dicono) di 500 MB sul singolo file da scaricare. Chiede un captcha e poi un'attesa di 60 secondi.

Fileserve.com – Pop-up irritanti, captcha, attesa, ma nessun limite di dimensione ai download.

Hotfile.com – 30 secondi di attesa e un captcha. Limite di scaricamento di un file ogni 30 minuti.

Letitbit.net – Finestra intermedia in cirillico.

Megashares.com – Spesso dice di essere “sovraccarico” e accessibile solo a pagamento.

Netload.in – 30 secondi di attesa, seguiti da un captcha e da altri 20 secondi di attesa. Scaricabili file singoli almeno fino a 900 MB.

Rapidgator.net – I file grandi (per esempio 1 GB) sono scaricabili solo a pagamento.

Rapidshare.com – Nessun limite di dimensione, istruzioni chiare, niente captcha, niente pubblicità o pop-up, download molto veloce.

Shareflare.net – Visualizza alcune pubblicità che potrebbero non essere adatte ai minori o a certi luoghi di lavoro. Dice di attendere il proprio turno con un conto alla rovescia di qualche decina di secondi, ma il conto riparte e il proprio turno non arriva mai.

Shragle.com – Visualizza pubblicità decisamente non adatte agli animi sensibili. A parte questo, chiede un captcha ma non ha tempi di attesa. La velocità è limitata.

Turbobit.net – Chiede un captcha e poi un'attesa di 60 secondi. Nessun limite apparente di dimensioni (non ha rifiutato lo scaricamento di file da 2,26 gigabyte) ma la velocità è molto bassa e il download tende a piantarsi.

Ul.to / Uploaded.to – Circa 15 secondi di attesa, poi viene chiesto un captcha. È permesso scaricare un solo file ogni 60 minuti e la velocità è limitata.

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “umbebovo”.

Il MIUR confonde “pecorino” e “pecorina” [UPD 21:00]

Il MIUR confonde “pecorino” e “pecorina” [UPD 21:00] 102 commenti Aggiungi un commento

E chi glielo dice, al MIUR, che “Doggy Style” non è la traduzione di “pecorino”?


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Presto, correte sul sito del MIUR a questo link e salvate una copia della pagina. Non ve ne pentirete, così come non se ne sono pentiti i tantissimi che mi hanno segnalato questo capolavoro assoluto di faciloneria traduttiva.

Ecco la mia cattura:

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Il titolo “Dalla pecora al pecorino” è stato tradotto in “From sheep to Doggy Style”. Solo che “doggy style”, in inglese, non è un tipo di formaggio: è una posizione erotica. Letteralmente significa “alla maniera dei cagnolini”. In altre parole, sul sito del MIUR, in questo momento, c'è un bando per assegno di ricerca intitolato “Dalla pecora alla pecorina”. Un'altra versione, con lo stesso straordinario errore, è pubblicata qui.

Vorrei scrivere qualcosa sulla patetica faciloneria che spinge l'italoburocrate a far tradurre qualunque cosa dal primo cane (o pecora) che passa, ma ho le lacrime dal ridere.

Fra l'altro, lo stesso svarione spettacolare compare anche qui sul sito della Commissione Europea (grazie a Guido S. per la segnalazione). Con ben 19.367 euro di budget. Cinquanta euro per pagare un traduttore decente non c'erano?

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Non sono sicuro di voler sapere in che modo si è arrivati una traduzione così epicamente sbagliata. Ho paura della risposta. Non è frutto di Google Translate: ho provato con la frase intera, anche se “pecorino” da solo restituisce “Doggy”. Ma mi piacerebbe sapere chi è il citrullo che ha partorito quel “doggy style” (oltretutto in maiuscolo). Sarebbe ancora più divertente se il bando fosse stato stampato, per cui esisterebbe copia cartacea ufficiale di questa castroneria monumentale.

Aggiornamento 1 (1:30): non so se il bando è stato stampato, ma è presente anche sul sito del prestigiosissimo Nature.

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Aggiornamento 2 (21:00): le pagine in questione sono state rimosse o corrette (almeno nel titolo incriminato) ed è emerso il colpevole insieme a una spiegazione del MIUR.

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “fuffao”.

Massimo Mazzucco, fine dicitore

Massimo Mazzucco, fine dicitore 90 commenti Aggiungi un commento

Per tutti quelli che dicono che Luogocomune è un sito aperto al dialogo


Ogni tanto qualcuno mi scrive dicendo che Luogocomune.net non è un sito di svalvolati paranoici, ma semplicemente un luogo dove sono ammesse tutte le idee, anche quelle controcorrente, in modo democratico e pluralista. Mica come quegli integralisti del Cicap che pretendono il Pensiero Unico.

Indovinate da che sito è tratta questa citazione:

didodebby: Ti offro due alternative:

1 - Vai a cagare.

2 - Informati.

Scegli tu.

Ma tieni presente che qui fare il finto tonto serve a poco. Spero di essere stato chiaro.

Luogocomune.net, 14 febbraio 2012. Firmata direttamente dal gestore del sito, Massimo Mazzucco. Da incorniciare.

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La lascio qui come promemoria. Penso possa essere utile a molti.

Google infetto? No, scivolone di Microsoft

Google infetto? No, scivolone di Microsoft 16 commenti Aggiungi un commento

No, Google non è infetto; è l'antivirus di Microsoft che sbaglia


Brian Krebs segnala che l'aggiornamento di San Valentino dell'antivirus di Microsoft (Security Essentials) ha qualche problemino: crede che Google sia un sito infetto. Lo identifica come malware JS/Blacole.BW. Le segnalazioni su Microsoft Technet abbondano. Ne parla anche l'Internet Storm Center.

Microsoft ha confermato il problema e dovrebbe aver già rilasciato l'aggiornamento/correzione quando leggerete queste righe. Non vengono cancellati o isolati file essenziali, come è successo in altri casi ad altri antivirus, ma è comunque una figura imbarazzante.

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “attilio.criv*”.

Ci vediamo per una cena a Vigonza (PD) il 17? [UPD 2012/02/18]

Ci vediamo per una cena a Vigonza (PD) il 17? [UPD 2012/02/18] 19 commenti Aggiungi un commento

Paura della fine del mondo? Mangiamoci sopra


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Venerdì prossimo alle 20 (un venerdì 17, guarda caso) sarò a Vigonza (Padova) per partecipare alla Giornata Anti-Superstizione organizzata dal CICAP in tutta Italia e per una cena-conferenza sul fascino e sui meccanismi delle bufale nei media.

Se davvero nel 2012 ci sarà la fine del mondo, è meglio arrivarci in allegria e con la pancia piena: nel corso della cena racconterò un po' di chicche e aneddoti della mia bizzarra attività di cacciatore di bufale, e sarà l'occasione per conoscerci e fare quattro chiacchiere di persona in un contesto informale.

Tutti i dettagli della cena (menu compreso), alla quale è indispensabile iscriversi in anticipo, sono sul sito del CICAP qui. Oggi (15 febbraio) è l'ultimo giorno disponibile per prenotarsi.

A tutti i complottisti e contestatori arrabbiati: statevene pure a casa, abbiamo installato dei bufal detector agli ingressi. E comunque nel vedere quanto si divertono gli Scettici Allegri vi andrebbe di traverso il pasto.

Post eventum


Wow! Eravamo quasi cento e il divertimento non è certo mancato, fra specchi da rompere e scale sotto cui passare nell'ambito della Giornata Anti-Superstizione. Il video della mia chiacchierata – decisamente poco formale – dovrebbe essere online tra pochi giorni. Intanto ringrazio tutti per essere venuti e per aver conosciuto un aspetto del CICAP che i media spesso trascurano. Ad astra!
 


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