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09.02.12

Permalink 13:35:14, da Alex Email , 196 parole   Italian (IT) Categorie: Servizi, Strumenti, Ricerca

Rassegna Stampa Italiana: Selezione Giornaliera gratuita

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05.02.12

Permalink 14:13:20, da Alex Email , 1602 parole   Italian (IT) Categorie: Sicurezza, Video, Ricerca

TED Talks - Mikko Hypponen: 3 tipi di Attacchi Informatici

TED Talks - Mikko Hypponen: 3 tipi di Attacchi Informatici

In questa interessante video-presentazione tenuta al recente TED, l'esperto di crimini informatici Mikko Hypponen ci parla di tre modalità di attacco alla nostra privacy e ai nostri dati in rete, ma di queste solamente due vengono considerati reati.

Possiamo fidarci ciecamente di tutti i futuri governi ? Perché ogni cosa che concediamo, la perdiamo per sempre.

TED Talks - Mikko Hypponen: 3 tipi di Attacchi Informatici
( con sottotitoli in Italiano )

Trascrizione integrale del testo :
Negli anni '80 nella Germania comunista, se possedevi una macchina da scrivere dovevi registrarla obbligatoriamente. Dovevi registrare un foglio di testo battuto con quella macchina. In questo modo il governo poteva risalire al suo autore. Se avessero trovato un foglio dattiloscritto con frasi non idonee, avrebbero potuto identificare il suo autore. In Occidente non potevamo capire come fosse possibile limitare in quel modo la libertà di espressione. Non lo avremmo mai permesso nei nostri paesi.

Ma oggi, nel 2011, se comprate una stampante laser a colori presso uno qualsiasi dei maggiori distributori e ne stampate una pagina, la pagina avrà dei puntini gialli, stampati su ogni singola pagina secondo uno schema che rende la pagina unica per voi e per la stampante. Questo accade oggi. E sembra che a nessuno importi niente. Questo è un esempio di come i nostri governi stiano usando la tecnologia contro di noi, i cittadini. Questa è una delle tre fonti dei problemi online di oggi.

Se diamo uno sguardo a ciò che sta succedendo nel mondo online, possiamo raggruppare gli attacchi in base a chi li effettua. Ci sono tre gruppi principali. Abbiamo i criminali online. Qui, per esempio, c'è il Sig. Dimitry Golubov dalla città di Kiev in Ucraina. E le ragioni dei criminali online sono facili da capire. Questa gente fa soldi. Usano gli attacchi online per fare soldi, ma proprio tanti. Abbiamo di fatto diversi casi di milionari online, multimilionari, che si sono arricchiti con i loro attacchi. Questo è Vladimir Tsastsin da Tartu in Estonia. Questo è Alfred Gonzalez. Stephen Watt. Questo è Bjorn Sundin. Qui abbiamo Matthew Anderson, Tariq Al-Daour e così via.

Questa gente fa fortuna online, ma lo fanno in modo illegale facendo uso di espedienti come i trojan bancari per rubare soldi dai nostri conti bancari, mentre facciamo operazioni online, o facendo uso di keylogger per rubare i dati delle nostre carte di credito quando facciamo acquisti online su un computer infettato. I servizi segreti Statunitensi, due mesi fa, hanno congelato il conto svizzero del Sig. Sam Jain che vedete qui, e sul conto c'erano 14,9 milioni di dollari americani quando lo hanno bloccato. Il Sig. Jain stesso è a piede libero; nessuno sa dove si trovi. E io vi dico che già oggi è sempre più probabile per ognuno di noi diventare vittima di un reato online, piuttosto che di un reato non virtuale. Ed è ovvio che sarà sempre peggio. In futuro la maggior parte dei reati avverrà online.

Il secondo maggiore gruppo di attacchi a cui assistiamo oggi non è motivato da denaro. Sono motivati da altro -- dalla protesta, da un'opinione, o solo per farsi due risate. Gruppi come Anonymous si sono messi in evidenza negli ultimi 12 mesi e sono tra i principali artefici degli attacchi online.

Questi sono i 3 principali autori di attacchi informatici: criminali che lo fanno per soldi, 'hacktivisti' come Anonymous che lo fanno per protesta, ma gli ultimi sono alcuni stati nazionali, sono i loro governi a condurre gli attacchi. E poi abbiamo casi come quello di DigiNotar. Questo è un primo esempio di ciò che succede quando i governi attaccano i propri cittadini. DigiNotar è un'autorità di certificazione olandese -- o, meglio, lo era. Stava andando in bancarotta lo scorso autunno dopo l'attacco di alcuni hacker. Erano entrati nel sistema e l'avevano violato completamente. La scorsa settimana, durante un meeting con rappresentanti del governo olandese, ho chiesto a uno dei leader del gruppo se ritenesse plausibile che qualcuno morisse in seguito al caso DigiNotar. La risposta è stata 'sì'.

Ma com'è possibile morire a causa di una violazione informatica? Beh, la DigiNotar è un'autorità di certificazione. Vendono certificati. A cosa serve un certificato? Vi serve un certificato se avete un sito 'https', con protocollo di sicurezza SSL, tipo Gmail. Ora noi tutti, o quasi, usiamo Gmail o software simili, ma questi servizi sono particolarmente popolari negli stati totalitari come l'Iran, in cui i dissidenti usano servizi stranieri come Gmail perché sanno che sono più affidabili dei servizi locali e i contenuti sono crittografati con connessioni SSL, per cui il governo locale non può mettere il naso nelle loro discussioni. Ma lo potrebbe fare se violassero una C.A. straniera ed emettessero certificati fasulli. Ed è proprio quello che è successo nel caso DigiNotar.

E che dire della Primavera Araba e di tutto ciò che è successo, ad esempio, in Egitto? Bene, in Egitto i rivoltosi hanno depredato le sedi della polizia segreta egiziana nell'aprile 2011, e negli edifici hanno trovato moltissima documentazione. Tra i documenti c'era un raccoglitore con scritto "FINFISHER". Conteneva delle annotazioni di una società con sede in Germania che aveva venduto al governo egiziano una serie di strumenti per l'intercettazione -- e su vasta scala -- di tutte le comunicazioni dei propri cittadini. Hanno venduto questi strumenti per 280mila Euro al governo egiziano. La sede della società è proprio lì.

Dunque dei governi occidentali stanno fornendo ad alcuni governi totalitari i mezzi per contrastare i propri cittadini. Ma i governi occidentali danneggiano anche se stessi. Ad esempio, in Germania, solo un paio di settimane fa, è stato identificato lo Scuinst Trojan, un trojan usato dai governanti tedeschi per indagare sui propri cittadini. Se fate parte di una lista di indagati, beh, è ovvio, il vostro telefono verrà messo sotto controllo. Ma oggi vanno oltre. Entreranno nel vostro collegamento a Internet. Faranno perfino uso di strumenti come Scuinst Trojan per infettare il vostro PC con un trojan, che consentirà loro di rintracciare tutte le vostre comunicazioni, ascoltare le vostre conversazioni online, raccogliere le vostre password.

Ora, se pensiamo bene a questi fatti, la risposta ovvia della gente dovrebbe essere "D'accordo, non sembra corretto, ma non mi riguarda perché osservo la legge. Perché dovrei essere preoccupato? Non ho nulla da nascondere". È un'osservazione senza senso. Parliamo di privacy. Il diritto alla privacy non si discute. Non si tratta di scegliere tra privacy e sicurezza. Ma tra libertà e controllo. E anche se potremmo fidarci dei nostri governanti adesso, nel 2011, ogni diritto a cui rinunciamo lo perdiamo per sempre. E possiamo dire di avere cieca fiducia in ogni governo futuro, qualsiasi forma di governo da qui a 50 anni? Queste sono le domande che dovremmo porci per i prossimi 50 anni.

Trovi tutti i link ai post "TED Talks" già pubblicati qui sotto :

1° Elizabeth Gilbert sul genio

2° Il Cervello in tempo reale: C.deCharms

3° Al Gore sulle recenti modificazioni climatiche

4° Matthieu Ricard e l'abitudine alla felicità

5° Hans Rosling: I dati cambiano la Mentalità

6° Rebecca Saxe: Come si forma il giudizio morale

7° Jill Bolte Taylor: Racconto di un Ictus in diretta

8° Pranav Mistry: Nuove Tecnologie Sesto-Senso

9° Ramachandran: I Neuroni plasmano la Civiltà

10° Hans Rosling: Ascesa Asiatica come e quando

11° Rob Hopkins: Verso un Mondo senza Petrolio

12° Jamie Oliver: Educazione al Cibo per i Bambini

13° Bertrand Piccard: Avventura a Energia Solare

14° Dan Barber: Mi sono innamorato di un pesce

15° Aimee Mullins: L'opportunità delle avversità

16° Dan Buettner: Come vivere fino a 100 anni

17° Eric Topol: Il futuro senza fili della Medicina

18° James Randi demolisce le Frodi Paranormali

19° Richard Sears: Pianificare la fine del petrolio

20° Si può "affamare" il cancro con la dieta ?

21° Helen Fisher: Perché amiamo e tradiamo

22° Tan Le: Cuffia per leggere le onde cerebrali

23° J.Assange: Il mondo ha bisogno di Wikileaks

24° Hans Rosling: Cresce la popolazione globale

25° Derek Sivers: Tenetevi per voi i vostri obiettivi

26° C. Anderson: I Video stimolano l'Innovazione

27° Stefano Mancuso: L'intelligenza delle piante

28° Steven Johnson: Da dove provengono le Idee

29° Brian Skerry: Splendore e Orrore degli Oceani

30° Kristina Gjerde: Leggi Acque Internazionali

31° Marcel Dicke: Mangiare insetti: perché no ?

32° Amber Case: Siamo diventati tutti dei Cyborg

33° Hanna Rosin: I dati sull'ascesa delle Donne

34° N. Hertz: Quando non dare ascolto agli esperti

35° Patricia Kuhl: il Genio linguistico dei Bambini

36° Hans Rosling: Lavatrice magica e rivoluzione

37° Cynthia Breazeal: Arrivano i Personal Robot

38° M.Jakubowski progetta Macchine open source

39° H.Fineberg: Siamo pronti per la Neo-evoluzione?

40° Eli Pariser: Attenti alle " Gabbie di Filtri " in rete

41° Stephen Wolfram: Calcolare la teoria del tutto

42° Hong: Automobili per conducenti non vedenti

43° Alice Dreger: Il destino è scritto nell'anatomia

44° D.Kraft: Il futuro della Medicina é nelle App

45° C.Seaman: Fantastiche Foto dei Ghiacci Polari

46° Dave deBronkart: Vi presento l'e-Patient Dave

47° Fischer: Un Robot che vola come un Uccello

48° Julian Treasure: 5 modi per ascoltare meglio

49° M.Pagel: Le Lingue hanno cambiato l'Umanità

50° Huang: La democrazia soffoca la crescita economica ?

51° Bruce Schneier: Il miraggio della Sicurezza

52° Resnick: Benvenuti alla rivoluzione genomica

53° Pamela Meyer: Come smascherare i bugiardi

54° Anna Mracek: Un aereoplano che puoi guidare

55° Christoph McDougall: Siamo nati per correre ?

56° Yves Rossy: In volo con Jetman

57° Daniel Wolpert: La vera ragione del Cervello

58° Plait: Come proteggere la Terra dagli asteroidi

59° Y.Medan: Chirurgia a Ultrasuoni senza Bisturi

60° Britta Riley: Un Orto nel mio Appartamento

61° Antonio Damasio: Comprendere la Coscienza

62° Clay Shirky: Perché SOPA è una cattiva Idea

63° Mikko Hypponen: 3 tipi di Attacchi Informatici


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03.02.12

Permalink 13:47:02, da Alex Email , 161 parole   Italian (IT) Categorie: Servizi, Risorse, Ricerca, Libri

Storia dell'Arte: Smarthistory - Libro di Testo Multimediale

Storia dell'Arte: Smarthistory - Libro di Testo Multimediale

Storia dell'Arte: Smarthistory - Libro di Testo Multimediale
[clicca qui per ingrandire]

Smarthistory è un bel progetto internazionale non-profit aperto al contributo di tutti, per creare online un libro di testo interattivo sulla Storia dell'Arte.

Smarthistory é recentemente entrato a far parte delle tante risorse educative della Khan Academy, leggi tutto nel post Khan Academy: 2600+ Video-lezioni di nuova Educazione.

Smarthistory va letteralmente esplorato per periodo storico, stile o artista, contiene ad oggi oltre 448 schede monografiche di opere d'arte e 367 video, guarda un esempio di video-presentazione del quadro di Manet, Olympia 1865 :

Qui trovi ulteriori informazioni e dettagli riguardo Smarthistory.

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26.01.12

Permalink 13:36:45, da Alex Email , 2703 parole   Italian (IT) Categorie: Servizi, Video, Ricerca

TED Talks - Clay Shirky: Perché SOPA è una cattiva Idea

TED Talks - Clay Shirky: Perché SOPA è una cattiva Idea

In questa interessante video-presentazione tenuta al recente TED, il professore e ricercatore Clay Shirky esperto di social network e effetti sociali ed economici delle tecnologie Internet, illustra alla platea cosa significa un progetto di legge come PIPA e SOPA per il nostro mondo di scambio e condivisione digitale.

Davanti alla platea di TED, Clay Shirky lancia un vero e proprio manifesto, un appello a difendere la nostra libertà di creare, discutere, linkare e condividere, invece di consumare passivamente.

TED Talks - Clay Shirky: Perché SOPA è una cattiva Idea
( con sottotitoli in Italiano )

Trascrizione integrale del testo :
Comincerò da qui. Questo è un cartello scritto a mano comparso in una pasticceria a conduzione familiare nel mio vecchio quartiere a Brooklyn qualche anno fa. Il negozio possedeva una di queste macchine che possono stampare su pasta di zucchero. E i ragazzi potevano portare i loro disegni e farli stampare su una pasta di zucchero per decorare la loro torta di compleanno.

Ma sfortunatamente, una delle cose che ai bambini piaceva disegnare erano i personaggi dei cartoni. A loro piaceva disegnare la Sirenetta, disegnare un puffo, o disegnare Topolino. Ma è risultato essere illegale stampare su una pasta di zucchero il disegno di Topolino fatto da un bambino. Ed è una violazione del copyright. E controllare le violazioni del copyright delle torte di compleanno dei bambini era talmente una scocciatura che la College Bakery ha detto, "Sapete cosa? Ci tiriamo fuori da questo business. Se siete dei dilettanti, non avrete più accesso ai nostri macchinari. Se volete una torta di compleanno stampata, dovete usare una delle immagini standard -- solo per professionisti."

Allora, in questo momento ci sono due disegni di legge al Congresso. Uno si chiama SOPA, l'altro si chiama PIPA. SOPA sta per Stop Online Piracy Act [Legge per Fermare la Pirateria Online]. Viene dal Senato. PIPA è la contrazione di PROTECTIP, che a sua volta è la contrazione di "Prevenzione della minaccia online alla creatività economica e furto della proprietà intellettuale" -- perché gli assistenti legislativi che li hanno battezzati hanno un sacco di tempo da perdere. E quello che SOPA e PIPA vogliono fare è questo: vogliono alzare il costo del rispetto delle norme sul diritto d'autore a tal punto che la gente smetterà da sola di offrire questo tipo di risorse agli amatori.

Il modo in cui propongono di fare ciò è tramite l'identificazione di siti che sostanzialmente infrangono le norme sul diritto d'autore -- nonostante il modo per identificare questi siti non sia mai interamente specificato nei disegni di legge -- e poi vogliono rimuoverli dal sistema dei nomi di dominio. Vogliono eliminarli dal sistema dei nomi di dominio. Il sistema dei nomi di dominio è quella cosa che trasforma nomi leggibili, come Google.com, in quel tipo di indirizzi riconosciuti dalle macchine -- 74.125.226.212.

Il problema di questo modello di censura, incentrato sull'identificazione di un sito, per poi tentare di rimuoverlo dal sistema dei nomi di dominio, è che non funzionerà. E si penserebbe che questo sia un problema abbastanza serio per una legge, ma il Congresso sembra non preoccuparsene troppo. Il motivo per cui non funzionerà è che potete sempre digitare 74.125.226.212 nel browser o potete trasformarlo in un link cliccabile e andrete comunque su Google. Quindi il livello di controllo del problema diventa la vera minaccia del disegno di legge.

Per capire come il Congresso sia arrivato a scrivere un disegno che non realizzerà gli obiettivi prefissati, ma causerà tanti dannosi effetti collaterali, dovete capire un po' del suo retroscena. Ed il retroscena è questo: SOPA e PIPA sono proposte di legge preparate in gran parte da aziende del settore media nate nel 20° secolo. Il 20° secolo è stato un grande periodo per le aziende del settore media, perché ciò che le avvantaggiava era la scarsità. Se facevano un programma televisivo, non doveva essere migliore di tutti i programmi TV che fossero mai stati fatti; doveva solo essere migliore degli altri due programmi che venivano trasmessi allo stesso momento -- il che vuol dire una soglia molto bassa di difficoltà competitiva. Questo a sua volta significava che se presentavano dei contenuti di media qualità si accaparravano gratuitamente un terzo del pubblico americano -- decine di milioni di utenti solo facendo qualcosa non del tutto scadente. È come avere la licenza per stampare banconote e un barile di inchiostro gratis.

Ma la tecnologia progredì, come suo solito. E piano piano, alla fine del 20° secolo, quella scarsità cominciò ad essere erosa -- e non intendo dalla tecnologia digitale; intendo dalla tecnologia analogica. Le audiocassette, i videoregistratori a cassetta, anche la semplice fotocopiatrice, crearono nuove opportunità per noi utenti e comportamenti che scioccarono il il settore dei media. Perché in fin dei conti non siamo veramente dei pantofolai. Non è che ci piaccia proprio solo consumare. Ci piace consumare, ma ogni volta che è uscito uno di questi nuovi strumenti si è scoperto che ci piace anche produrre e ci piace condividere. E questo fece infuriare le aziende mediatiche -- le fece infuriare ogni volta. Jack Valenti, che fu il capo dei lobbisti per la Motion Picture Association of America, una volta paragonò il feroce videoregistratore a Jack lo Squartatore e la povera, indifesa Hollywood ad una donna sola a casa. Questo era il suo livello di retorica.

Così l'industria dei media implorò, insistette, richiese che il Congresso facesse qualcosa. E il Congresso fece qualcosa. Nei primi anni '90 il Congresso varò una legge che cambiò tutto. E quella legge fu chiamata Audio Home Recording Act [Legge sulla registrazione domestica] del 1992. Quello che l'Audio Home Recording Act del 1992 diceva era, sentite, se la gente registra roba alla radio e poi ne fa dei mixtape per gli amici, questo non è un crimine. Va bene. Registrare e mixare e condividere con gli amici va bene. Se fate una gran quantità di copie di alta qualità e le vendete, questo non va bene. Ma questo business della registrazione, va bene, lasciamolo stare. E pensarono di avere chiarito il problema, in quanto avevano stabilito una chiara distinzione tra la copia legale e quella illegale.

Ma non era quello che il settore dei media voleva. Avrebbero voluto che il Congresso proibisse la copia, punto e basta. Quando l'Audio Home Recording Act del 1992 venne approvato, il settore dei media abbandonò l'idea della distinzione tra copia legale e illegale perché era chiaro che se il Congresso operava sulla base di questo distinguo, avrebbe anche potuto incrementare i diritti dei cittadini a partecipare al nostro ambiente mediatico. Allora passarono al piano B. Ci volle un po' di tempo per formulare il piano B.

Il piano B apparve nella sua prima forma vera e propria nel 1998 -- una cosa chiamata Digital Millennium Copyright Act. Era una norma di legge complicata, molte parti mobili. Ma il significato più importante del DMCA era che fosse legale vendervi del materiale digitale non copiabile -- solo che il materiale digitale non copiabile non esiste proprio. Sarebbe, come disse una volta Ed Felton, "Come distribuire acqua non bagnata." I bit sono copiabili. È quello che fanno i computer. È un effetto collaterale del loro normale funzionamento.

Quindi per poter simulare la capacità di vendere bit non copiabili, il DMCA rese anche legale obbligarci ad usare sistemi che limitassero le funzioni di copia dei nostri apparecchi. Tutti i lettori DVD e le console e le televisioni e i computer che portavate a casa -- non importa cosa pensavate di comprare -- potevano essere "rotti" dall'industria dei contenuti, se questa voleva imporlo come condizione per vendervi il contenuto. E per essere sicuri che non ve ne rendeste conto, o che non attivaste le loro funzioni di strumenti informatici multiuso, rese illegale anche resettare la copiabilità del contenuto. Il DMCA segna il momento in cui l'industria dei media abbandonò il sistema legale che distingue tra copia legale e illegale e semplicemente tentò di prevenire la copia attraverso mezzi tecnici.

Ora il DMCA produsse, e sta continuando a produrre, tanti effetti complicati, ma in questo ambito particolare, quello del limitare la condivisione, non ha funzionato quasi per niente. E la ragione principale per cui non ha funzionato è che Internet si è rivelato essere molto più popolare e di gran lunga più potente di quanto si potesse immaginare. I mixtape, i fanzine, non erano niente rispetto a quello che vediamo ora con Internet. Siamo in un mondo nel quale la maggior parte dei cittadini americani sopra i 12 anni condivide cose online. Condividiamo testi, condividiamo immagini, condividiamo audio, condividiamo video. Parte di quello che condividiamo sono cose che abbiamo fatto noi. Parte di quello che condividiamo sono cose che abbiamo trovato. Parte di quello che condividiamo sono cose che abbiamo fatto noi da cose che abbiamo trovato, e tutto questo terrorizza quelle industrie.

Quindi PIPA e SOPA rappresentano il secondo round. Ma mentre il DMCA era chirurgico: vogliamo entrare nel vostro computer, vogliamo entrare nella vostra televisione, nella vostra console, e impedire a questi apparecchi di fare quello che i negozi vi hanno detto che potevano fare -- PIPA e SOPA sono nucleari, e dicono: vogliamo andare ovunque nel mondo e censurare i contenuti. Come dicevo, il meccanismo per fare questo, è quello di eliminare chiunque punti a questi indirizzi IP. Bisogna toglierli dai motori di ricerca, bisogna toglierli dalle directory online, bisogna toglierli dalle liste degli utenti. E dato che i più grandi produttori di contenuti su Internet non sono Google e Yahoo, siamo noi, noi siamo le persone da sorvegliare. Perché alla fine, la vera minaccia all'attuazione di PIPA e SOPA è la nostra abilità di condividere le cose tra noi.

Quello che PIPA e SOPA rischiano di fare è prendere una massima legale vecchia di secoli "innocente fino a prova contraria", e ribaltarla -- "colpevole fino a prova contraria". Non potete condividere finché non ci dimostrate che non state condividendo cose che non ci piacciono. Improvvisamente, l'onere della prova di legalità rispetto all'illegalità ricade su di noi e sui servizi che potrebbero offrirci nuove possibilità. E se sorvegliare un utente costa anche solo un centesimo, questo distruggerà un servizio con un centinaio di milioni di utenti.

Questo è l'Internet che hanno in mente. Immaginate questo cartello ovunque -- però immaginate che non dica College Bakery, bensì YouTube e Facebook e Twitter. Immaginate che dica TED, perché i commenti non si possono sorvegliare a nessun costo accettabile. I veri effetti di SOPA e PIPA saranno diversi dagli effetti proposti. La minaccia, di fatto, è questa inversione dell'onere della prova, dove improvvisamente veniamo tutti trattati come ladri ogniqualvolta ci viene data la possibilità di creare, produrre o condividere. E coloro che ci forniscono queste capacità -- i vari YouTube, i Facebook, i Twitter e i TED -- saranno costretti a vigilare su di noi, per non essere sospettati di complicità nella violazione.

Ci sono due cose che potete fare per aiutare a fermare tutto questo -- una cosa semplice e una cosa complicata, una cosa facile e una cosa difficile. La cosa semplice, la cosa facile, è questa: se siete cittadini americani, chiamate il vostro rappresentante parlamentare, chiamate il vostro senatore. Se guardate la gente che ha co-firmato il disegno di legge SOPA, coloro che hanno co-firmato PIPA, noterete che hanno ricevuto cumulativamente milioni e milioni di dollari dall'industria dei media tradizionali. Voi non avete milioni e milioni di dollari, ma potete chiamare i vostri rappresentanti parlamentari, e potete ricordare loro che votate, e potete chiedere di non essere trattati come ladri, e potete suggerire che preferireste che Internet non venisse distrutto.

E se non siete cittadini americani, potete contattare i cittadini americani che conoscete e incoraggiarli a fare lo stesso. Perché questo sembra essere un problema nazionale, ma non lo è. Queste industrie non si accontenteranno di distruggere il nostro Internet. Se lo distruggono, lo distruggeranno per tutti quanti. Questa è la cosa facile. Questa è la cosa semplice.

La cosa difficile è: preparatevi, perché non è finita qui. SOPA è semplicemente un ritorno di COICA, che è stata proposta l'anno scorso, e che non è passata. E tutto questo deriva dal fallimento del DMCA di impedire la condivisione con mezzi tecnici. E il DMCA deriva dall'Audio Home Recording Act, che aveva terrorizzato quelle industrie. Perché insinuare prima che qualcuno stia infrangendo la legge e poi raccogliere le prove necessarie a provarlo, in fin dei conti è veramente un gran fastidio. "Preferiremmo non farlo", dice l'industria dei contenuti. E quello che vogliono è di non doverlo fare. Non vogliono distinzioni legali tra condivisione legale e illegale. Vogliono solo che la condivisione sparisca.

PIPA e SOPA non sono delle bizzarrie, non sono anomalie, non sono eventi. Rappresentano la prossima fase, un ulteriore giro di vite, se vogliamo, ad una situazione che dura da 20 anni. E se sconfiggiamo queste due, come spero faremo, non finisce qui. Perché finché non convinciamo il Congresso che il modo per trattare la violazione del diritto d'autore è lo stesso con cui si è trattata la violazione del diritto d'autore di Napster e YouTube, ossia, di istituire un processo con presentazione di tutte le prove discussione dei fatti e irrogazione di sanzioni, come si fa nelle società democratiche. Quello è il modo di trattare questa situazione.

Nel frattempo, la cosa difficile da fare è prepararsi. Perché questo è il vero messaggio di PIPA e SOPA. Time Warner ha chiamato e ci vuole tutti di nuovo sul divano, a consumare e basta -- non a produrre, a condividere -- e noi dovremmo dire, "No."

Grazie.

(Applausi)

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1° Elizabeth Gilbert sul genio

2° Il Cervello in tempo reale: C.deCharms

3° Al Gore sulle recenti modificazioni climatiche

4° Matthieu Ricard e l'abitudine alla felicità

5° Hans Rosling: I dati cambiano la Mentalità

6° Rebecca Saxe: Come si forma il giudizio morale

7° Jill Bolte Taylor: Racconto di un Ictus in diretta

8° Pranav Mistry: Nuove Tecnologie Sesto-Senso

9° Ramachandran: I Neuroni plasmano la Civiltà

10° Hans Rosling: Ascesa Asiatica come e quando

11° Rob Hopkins: Verso un Mondo senza Petrolio

12° Jamie Oliver: Educazione al Cibo per i Bambini

13° Bertrand Piccard: Avventura a Energia Solare

14° Dan Barber: Mi sono innamorato di un pesce

15° Aimee Mullins: L'opportunità delle avversità

16° Dan Buettner: Come vivere fino a 100 anni

17° Eric Topol: Il futuro senza fili della Medicina

18° James Randi demolisce le Frodi Paranormali

19° Richard Sears: Pianificare la fine del petrolio

20° Si può "affamare" il cancro con la dieta ?

21° Helen Fisher: Perché amiamo e tradiamo

22° Tan Le: Cuffia per leggere le onde cerebrali

23° J.Assange: Il mondo ha bisogno di Wikileaks

24° Hans Rosling: Cresce la popolazione globale

25° Derek Sivers: Tenetevi per voi i vostri obiettivi

26° C. Anderson: I Video stimolano l'Innovazione

27° Stefano Mancuso: L'intelligenza delle piante

28° Steven Johnson: Da dove provengono le Idee

29° Brian Skerry: Splendore e Orrore degli Oceani

30° Kristina Gjerde: Leggi Acque Internazionali

31° Marcel Dicke: Mangiare insetti: perché no ?

32° Amber Case: Siamo diventati tutti dei Cyborg

33° Hanna Rosin: I dati sull'ascesa delle Donne

34° N. Hertz: Quando non dare ascolto agli esperti

35° Patricia Kuhl: il Genio linguistico dei Bambini

36° Hans Rosling: Lavatrice magica e rivoluzione

37° Cynthia Breazeal: Arrivano i Personal Robot

38° M.Jakubowski progetta Macchine open source

39° H.Fineberg: Siamo pronti per la Neo-evoluzione?

40° Eli Pariser: Attenti alle " Gabbie di Filtri " in rete

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46° Dave deBronkart: Vi presento l'e-Patient Dave

47° Fischer: Un Robot che vola come un Uccello

48° Julian Treasure: 5 modi per ascoltare meglio

49° M.Pagel: Le Lingue hanno cambiato l'Umanità

50° Huang: La democrazia soffoca la crescita economica ?

51° Bruce Schneier: Il miraggio della Sicurezza

52° Resnick: Benvenuti alla rivoluzione genomica

53° Pamela Meyer: Come smascherare i bugiardi

54° Anna Mracek: Un aereoplano che puoi guidare

55° Christoph McDougall: Siamo nati per correre ?

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16.01.12

Permalink 23:10:49, da Alex Email , 316 parole   Italian (IT) Categorie: Servizi, Strumenti, Risorse, Ricerca

Informazioni e Notizie Strategiche Globali con STRATFOR

Informazioni e Notizie Strategiche Globali con STRATFOR

Aggiornamento post 18.02.11

Tutti i Rapporti e le Informazioni normalmente a pagamento sono temporaneamente disponibili gratuitamente causa Hacking sito web

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Il termine inglese "Intelligence" può essere definito come la raccolta e la successiva analisi di notizie e dati civili o militari, dalla cui elaborazione ricavare informazioni utili al processo decisionale militare, nonché a quello relativo alla sicurezza nazionale ed alla prevenzione di attività destabilizzanti di qualsiasi natura, in tal caso é equivalente al termine "controspionaggio".

Come già avvenuto in passato e proprio recentemente, questi eventi Geo-Politici sono molto difficili da prevedere, ciononostante alcune organizzazioni e società specializzate si dedicano proprio alla pianificazione, raccolta, elaborazione, analisi, produzione e divulgazione di "Intelligence".

La Strategic Forecasting Inc., più comunemente conosciuta come STRATFOR é una delle piú famose società di intelligence globale fondata nel 1996 a Austin, Texas da George Friedman.

I clienti di STRATFOR comprendono grandi aziende e molte agenzie governative internazionali, con vari pacchetti informativi su abbonamento molto cari, ma alcuni dei rapporti STRATFOR sono disponibili gratuitamente al pubblico, in particolare una ottima Newsletter settimanale ricevibile semplicemente inserendo il tuo indirizzo email nella pagina di registrazione Sign up for our FREE weekly analysis, leggi l'ultima edizione riguardo la Crisi USA-Iran e lo stretto di Hormuz.

Nel sito di STRATFOR puoi anche trovare altri ottimi contenuti navigando le varie sezioni disponibili nella barra in alto, tra questi interessanti Analisi, Grafici, e Diari Geopolitici, inoltre sono presenti innumerevoli Video, guarda ad esempio una recente analisi riguardo l'Europa nel 2012 :

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